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Tecnologia e innovazione

Ibrida mild, full o plug-in: le differenze e quale scegliere

Sotto la stessa parola, «ibrida», ci sono tecnologie molto diverse: dalla mild hybrid che aiuta il motore in partenza alla plug-in che fa decine di chilometri in elettrico. Come funzionano, quanto fanno risparmiare e per chi sono adatte.

Redazione EmotionDrive 3 min di lettura

Scritta Hybrid sulla fiancata di un’auto grigia
Foto: Markus Spiske / Unsplash
In questo articolo
  1. Mild hybrid: l’aiuto discreto
  2. Full hybrid: in città lavora l’elettrico
  3. Plug-in: decine di chilometri a batteria
  4. Le tre ibride a confronto
  5. Quale scegliere
  6. Prima di firmare: tre controlli

Nei listini la parola ibrida compare ormai su quasi ogni modello, ma indica tecnologie molto diverse tra loro. Tutte uniscono un motore a combustione e uno elettrico con una batteria, e tutte recuperano energia in frenata. Cambia però quanto lavora la parte elettrica, e quindi quanto si risparmia davvero. Ecco come orientarsi.

Mild hybrid: l’aiuto discreto

La mild hybrid (MHEV) è la forma più semplice. Un piccolo motore elettrico, di solito collegato a un impianto a 48 volt, sostituisce motorino d’avviamento e alternatore: recupera energia in frenata e la restituisce per aiutare il motore in partenza e in accelerazione, e rende più fluido lo start and stop.

Non può muovere l’auto da solo, se non in rari casi per brevissimi tratti. Il vantaggio è un prezzo vicino a quello della versione solo termica e un piccolo risparmio sui consumi, più evidente nel traffico cittadino.

Full hybrid: in città lavora l’elettrico

La full hybrid (HEV) ha una batteria più grande e un motore elettrico più potente. Può partire e viaggiare in elettrico a bassa velocità e per tratti brevi, per esempio in coda o nei parcheggi, e alterna o combina i due motori in modo automatico. La batteria si ricarica da sola, con la frenata e con il motore termico: non c’è nessuna presa da collegare.

È la soluzione che rende meglio in città e nei percorsi misti, dove frenate e ripartenze sono frequenti. In autostrada, a velocità costante, il vantaggio sui consumi si riduce.

Una variante: l’ibrida in serie

Alcuni modelli usano uno schema diverso: le ruote sono mosse solo dal motore elettrico, mentre quello a benzina fa da generatore e produce l’energia che serve. La guida ricorda quella di un’auto elettrica, senza bisogno di ricaricare.

Plug-in: decine di chilometri a batteria

L’ibrida plug-in (PHEV) ha una batteria molto più grande, nell’ordine di 10–25 kWh, che si ricarica dalla presa di casa, da una wallbox o dalle colonnine pubbliche. Nei cicli di omologazione le autonomie in elettrico vanno in genere da 50 a oltre 100 chilometri, a seconda del modello: abbastanza, per molti, per fare il tragitto casa-lavoro senza accendere il motore termico.

Il rovescio della medaglia è che rende solo se viene ricaricata spesso. Con la batteria scarica è un’auto pesante, che si porta dietro due motori e consuma più di una full hybrid. I consumi dichiarati, molto bassi, presuppongono ricariche regolari: senza, nella guida reale si è lontanissimi da quei valori.

Le tre ibride a confronto

Mild hybridFull hybridPlug-in
BatteriaPiccolaMediaGrande (10–25 kWh circa)
Guida in elettricoPraticamente noBrevi tratti a bassa velocitàDecine di chilometri
Si ricarica dalla presaNoNoSì
Dove rende meglioCittà e mistoCittà e mistoTragitti brevi con ricarica
Prezzo rispetto al termicoPoco più altoPiù altoMolto più alto

Quale scegliere

La scelta dipende da come usi l’auto, più che dalla tecnologia in sé:

  • Tanta città e percorsi misti, nessuna possibilità di ricarica: la full hybrid è di solito la scelta più equilibrata.
  • Soprattutto autostrada e lunghe percorrenze: una mild hybrid, o un buon motore termico efficiente, può bastare; il vantaggio della full hybrid si riduce.
  • Tragitti quotidiani brevi e ricarica a casa o al lavoro: la plug-in permette di usare l’elettrico ogni giorno e tenere il motore termico per i viaggi.
  • Percorsi giornalieri sempre entro l’autonomia e ricarica comoda: vale la pena valutare anche un’auto completamente elettrica.

Prima di firmare: tre controlli

  1. Fai una prova su strada sui percorsi che fai davvero, non solo intorno alla concessionaria.
  2. Per una plug-in, verifica dove la ricaricherai ogni giorno e quanto tempo serve con la tua presa o wallbox.
  3. Confronta i consumi reali dichiarati da chi la usa già, oltre a quelli di omologazione.

Approfondimenti dal nostro archivio: full hybrid e plug-in hybrid, la prova della Lexus LBX full hybrid e la Nissan Qashqai e-Power, esempio di ibrida in serie. Se stai valutando la plug-in, leggi anche la nostra guida alla ricarica a casa e in viaggio.

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