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Controllo e manutenzione del sistema di frenata: la tua sicurezza è in gioco

Dall’efficienza del sistema di frenata dipende sia il buon andamento di un autoveicolo sia la sicurezza di conducente e passeggeri a bordo: buona parte degli incidenti stradali è causata da inefficienze o avarie dei freni, specialmente quando provochino morti o feriti gravi.

Il funzionamento è basato sulla conversione dell’energia della vettura in movimento in calore mediante l’attrito, pertanto si tratta di un meccanismo delicato e complesso, frutto di equilibri alterabili da fattori esterni.

Una guida affidabile passa inevitabilmente da manutenzioni correttive tempestive e controlli periodici volti ad abbattere il rischio di danni alle persone e alle vetture stesse; attuare un programma in tal senso sarebbe utile per tutti coloro che guidano un’automobile, ma pochi sanno come impostarlo.

Per venire incontro alle esigenze del pubblico è disponibile un approfondimento sul tema: nelle prossime righe si entrerà nel dettaglio su tipologie e componenti dell’impianto di frenata, tempistiche di sostituzione dei dispositivi e manovre da evitare per preservarne l’integrità.

Sistema di frenata, le tipologie standard

All’interno di un’auto sono disponibili più tipologie di freno: il più frequentemente utilizzato è quello di servizio, in azione su tutte e 4 le ruote del veicolo in movimento; può impiegarlo soltanto il conducente premendo il pedale corrispondente dalla postazione di guida. Il rallentamento indotto è moderabile (o modulabile) in base all’intensità della pressione del piede.

Il freno a mano (o di stazionamento) si usa per le manovre di parcheggio e di avvio e agisce sulle ruote posteriori mediante il sollevamento e l’abbassamento di un’apposita leva, mentre i freni di soccorso (o di emergenza) si attivano in automatico in caso di avaria dell’impianto principale. Visto il loro impiego limitato, d’ora in poi i riferimenti saranno relativi al sistema di servizio.

Le parti dell’impianto di frenata

Nel caso di freni a disco l’impianto frenante di un’automobile si compone di 3 parti principali:

  • guarnizioni frenanti (pastiglie)
  • dischi (pieni o auto-ventilati)
  • pinze (ad attacco radiale o assiale)

mentre per i freni a tamburo i componenti sono i seguenti:

  • ganasce a semi-cerchio
  • attuatore
  • dispositivo di registrazione.

Di solito le vetture di peso lordo pari o inferiore a 3.5 t (dette anche veicoli commerciali leggeri o LCV) hanno in dotazione un servofreno. Il funzionamento è garantito dalla presenza di un fluido, a cui il conducente deve prestare attenzione; se non viene mai controllato l’impianto di frenata può diventare meno performante.

Un modo per verificare lo stato del liquido consiste nell’osservare la corsa del pedale: se l’affondo richiesto per rallentare è più intenso del solito (spinta fino in fondo) vuol dire che l’olio non è a un livello sufficiente, ha risentito dell’umidità oppure è troppo vecchio. In alcuni modelli di auto (BMW in primis) è presente la spia che indica quando è il momento di sostituirlo.

Il freno a mano può influenzare l’efficienza dei sistemi nel loro complesso?

No, anche quando sia utilizzato con una certa frequenza: serve solo nelle manovre di parcheggio e di partenza, ma non durante la guida, pertanto il suo impiego è limitato.

Le variabili su cui agire per mantenere l’efficienza dell’impianto frenante sono la ripartizione equa dei pesi, la pressione degli pneumatici e i controlli periodici sul ferodo (materiale d’attrito di pasticche, tamburi, dischi e superfici di contatto in genere).

Quanto durano i dispositivi di frenatura?

La loro vita utile varia a seconda dello stile di guida, ma il chilometraggio è un indicatore dotato di un buon margine di precisione: orientativamente occorrerebbe sostituire le pasticche ai freni anteriori dopo aver fatto tra i 20000 e i 50000 Km, mentre per quelle sui freni posteriori si può arrivare a 60000 Km.

Quanto ai dischi hanno una durata media compresa tra i 50000-100000 Km, i componenti dei dispositivi a tamburo fino a 150000 Km e l’olio circa 60000 Km; il controllo va fatto ogni volta che si presentano variazioni o anomalie, al momento del tagliando e in base alle indicazioni della casa costruttrice.

Per capire se l’impianto frenante è prossimo all’usura, nelle auto più recenti è in dotazione una spia di segnalazione visualizzabile direttamente dal cruscotto; in alternativa, lo stridio della lamina a contatto con il disco indica una riduzione dell’attrito, quindi la consunzione delle superfici di contatto.

Va ricordato che le dimensioni minime omologate sono sempre stampate sui componenti, come prevedono le normative in materia: la misurazione va fatta all’esterno e all’interno, in quanto lavorano da entrambi i lati e potrebbero provocare un deterioramento non omogeneo delle parti.

Impianto frenante, come assicurargli una lunga vita

Il conducente di un’automobile può fare molto per allungare la vita utile dei propri dispositivi di frenatura, sottoponendo la vettura ai controlli di routine e seguendo alcuni di consigli.

La prima raccomandazione è quella di evitare le frenature squilibrate, cioè quelle che bloccano le ruote soltanto da un lato e consumano il battistrada delle gomme in modo irregolare; ecco da cosa dipende:

  • tamburi o dischi consumati quasi all’usura
  • vapore o aria nell’impianto frenante
  • guarnizioni surriscaldate o troppo consumate
  • differenze di pressione tra gli pneumatici.

Anche rifiutare pezzi di ricambio a basso costo o di dubbia provenienza aiuta a far durare di più il sistema di frenata, poiché possono renderlo meno efficiente.

Nelle tratte in discesa sarà utile usare una marcia più bassa per non far surriscaldare l’impianto, mentre fare una prova di frenata dopo aver lavato l’auto permette di rimuovere residui di acqua o sapone intrappolati tra i dischi, a condizione di farlo prima di mettersi su strada.

L’importanza dell’ABS in relazione all’impianto di frenata

Il sistema anti-bloccaggio delle ruote (ABS) è un altro punto da tenere in considerazione riguardo alla sicurezza del veicolo in fase di frenata: tale funzionalità è indispensabile quando gli pneumatici si trovano ai limiti dell’aderenza con la strada (ad esempio quando piove).

Inoltre l’ABS è in grado di indicare se vi siano anomalie nei dispositivi di frenatura, quando è in azione: la centralina riceve degli impulsi dai sensori collegati alle ruote e captano se queste si muovono e quanti giri fanno; se il sistema centrale non percepisce alcun segnale, gli pneumatici sono fermi.

Quando l’anti-bloccaggio è in funzione il pedale del freno tende ad andare indietro, pertanto va premuto fino in fondo; in questo modo diminuisce la forza richiesta per rallentare e aumenta l’aderenza al manto stradale.

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