Oramai non ci sono dubbi sul fatto che la connettività stia apportando dei cambiamenti importanti anche nel comparto automobilistico. Le nuove autovetture, infatti, saranno sempre più smart e connesse, apparendo come una sorta di terzo spazio vitale insieme all’abitazione e all’ufficio. L’esperienza di guida risulterà molto più intuitiva.
Auto connessa: definizione
Per auto connessa si intende un’autovettura munita di tecnologia mobile che, di fatto, assicura la connessione mediante Internet. Un ruolo decisivo, in tal senso, lo svolge la telematica, impiegata per connettere le auto attraverso l’impiego di un dispositivo di dimensioni particolarmente contenute, situato all’interno dell’abitacolo. La logica di funzionamento del suddetto dispositivo è grosso modo paragonabile a quella di un hub per l’IoT (Internet of Things), che procede all’invio dei dati a un servizio di natura cloud. Qui si procederà poi all’elaborazione dei dati a cui il conducente del veicolo può sempre accedere.
L’auto connessa in rete e con l’ambiente esterno rappresenta una duplice sfida per la mobilità
Negli anni venturi ci saranno importanti cambiamenti nel mondo automobilistico e, più in generale, nei trasporti. L’abitacolo della macchina del futuro sarà contraddistinto dalla presenza di tutta una serie di funzioni automatiche che renderanno gli spostamenti decisamente più sicuri e molto più confortevoli. Dire che la vettura del futuro sarà una sorta di assistente personale su 4 ruote non sembra più essere un’esagerazione. Le persone, quindi, potranno vivere meglio la loro vita anche nel momento in cui si mettono alla guida del loro veicolo. Questo è l’intento di fondo delle principali case automobilistiche.
Cambiano le interfacce utente: display di ultima generazione sempre più intelligenti
I principali cambiamenti coinvolgeranno le nuove funzioni delle smart car che saranno semplificate come mai prima d’ora e personalizzate ai massimi livelli. Interessante, ad esempio, cosa sarà in grado di fare la driver monitor camera: il riconoscimento dell’automobilista sarà solo il primo aspetto. Degne di nota, ad esempio, funzioni come la regolazione della temperatura all’interno dell’abitacolo, dello specchietto retrovisore e del volante: insomma, il non plus ultra per una guida sicura e attenta.
La regolazione del display, delle tracce musicali del cuore, della meta di destinazione sul navigatore e la messa in onda degli ultimi podcast sono ulteriori aspetti soggetti a personalizzazione. Per una guida ancora più sicura, la telecamera sarà in grado di rilevare la soglia dell’attenzione e di stanchezza di chi si mette alla guida, onde evitare i danni seri che scaturiscono dai tanto temuti colpi di sonno. Individuando il pericolo alla radice, quindi, tenendo semplicemente conto dei movimenti delle palpebre, si riducono sensibilmente i rischi.
Con il fatto che la nuova auto sarà sempre più connessa, i conducenti riceveranno allarmi e notifiche in varie situazioni: la comunicazione apparirà più personalizzate e le esigenze individuali verranno soddisfatte appieno. Si supponga che l’automobilista sia in un ingorgo stradale nel corso di una gita familiare: l’assistente gli indica come venirne a capo. Ciò gli permette di ottimizzare i tempi, evitando di ritrovarsi nel traffico.
Degne di nota, poi, funzioni come l’accettazione delle telefonate o la programmazione di una nuova playlist, senza bisogno di utilizzare le mani e di distogliere lo sguardo dalla strada. In questo modo, i guidatori non si distraggono. Meglio, vero? Merito di un display touch a dir poco rivoluzionario che fornirà risposte a vibrazione nelle situazioni in cui le dita dell’automobilista dovessero toccarlo.
Migliora la viabilità
Interfacce di guida così rivoluzionarie contribuiranno a rendere il traffico sempre più scorrevole, anche per via di una migliorata comunicazione fra le infrastrutture e le autovetture. Una viabilità più fluida comporta quindi una riduzione dei consumi, meno spese in carburante, meno emissioni, meno inquinamento, meno incidenti e più sicurezza in strada. Il sogno della mobilità per tutti e ovunque non è, perciò, un’utopia.
A quando la guida autonoma?
Interfacce rivoluzionarie apporteranno di sicuro importanti cambiamenti a un settore che già ne sta attraversando tantissimi. Tuttavia, è dalla guida autonoma che ci si aspetta molto, perché permetterà ai conducenti di fare un uso diverso del loro tempo. Dopo l’entrata nell’abitacolo e il riconoscimento, si può dire che la smart car prenderà il comando in maniera sicura e senza il minimo intoppo. Chi è alla guida, potrà quindi mettersi a lavoro già tempo prima di arrivare in ufficio, magari programmando la giornata, inviando le prime e-mail ai colleghi o decidendo gli orari delle riunioni. Il tutto con pochi gesti, grazie a un display rivoluzionario.
La connettività aiuta a pianificare gli impegni e le priorità quando si è in strada. Chi dopo una faticosa giornata di lavoro, ha poca voglia di cucinare, invece di andare al ristorante, può chiedere dei suggerimenti di ricette gustose, selezionare gli ingredienti necessari, controllare quali sono presenti nel frigo e quali è il caso di acquistare.
Che dire poi della manutenzione proattiva? A fronte di componenti usurati, possono arrivare suggerimenti utili su come comportarsi, evitando che la situazione degeneri. Ottimi poi i sensori di parking assistant, utili ai fini della segnalazione dei parcheggi disponibili. L’auto connessa si serve già oggi sia del cloud sia della mappa digitale per il parcheggio e fornisce agli altri conducenti informazioni utili in tempo reale.
Quando ci sarà il debutto della guida autonoma? Fare una previsione in materia è cosa ardua. Si sa, di per certo, che in futuro la guida autonoma sarà effettiva anche se occorrerà ancora attendere degli anni. Qualche giornale ha azzardato l’ipotesi che nel Regno Unito la guida autonoma potrebbe essere definitiva nel 2030, ma a oggi è forse troppo presto per prendere seriamente in considerazione questa previsione.
Conclusioni
Tirando le somme, le auto, oltre a essere sempre più connesse, sono destinate a diventare a tutti gli effetti dei servizi esperenziali. In sintesi, quindi, tra qualche anno, il passaggio da bene a servizio sarà un dato di fatto.