Chi non ha mai fatto almeno una volta nella vita un giro in Vespa, costeggiando il mare o vaste campagne, con il vento che accarezza dolcemente il viso e, sullo sfondo, il rumore del motorino più celebre della storia italiana? La Vespa è il simbolo del design italiano, del Made in Italy che tutto il mondo invidia. La Vespa della Piaggio racchiude al meglio quel senso di libertà e quella bellezza propria del Belpaese, nonostante sia nata di fatto in un dopoguerra dove l’Italia faticava a riprendersi dopo gli orrori del secondo conflitto mondiale.
Le origini della Vespa, simbolo a due ruote italiano
La Piaggio introduce sul mercato italiano la Vespa nel 1946, presso il Circolo del Golf Roma Acquasanta: questo iconico motore ha fatto molta strada e ha rescisso talmente tanto successo che molti esemplari di Vespa sono stati esposti nei musei di tutto il mondo, oltre a essere presenti nelle esposizioni permanenti del MoMA di New York e nel milanese Triennale Milano
La Piaggio in realtà non nacque come casa costruttrice di motocicli ma addirittura di arredamento navale: tutto inizia nel 1884 quando a Sestri Ponente, Rinaldo Piaggio rileva la segheria paterna. Le prospettive di crescita erano però poco soddisfacenti e allora, grazie a una valente squadra di progettisti e ingegneri, la produzione si focalizza sulle carrozze dei treni.
L’inizioa della Prima Guerra Mondiale porta la Piaggio alla costruzione di idrovolanti e poi, con l’acquisto dello stabilimento toscano di Pontedera, sui prototipi di piccoli elicotteri.
Solo con la fine della Seconda Guerra Mondiale la Piaggio comincia a progettare e realizzare mezzi di trasporto, compresi motocicli. Si può dire che l’avo della Vespa sia l’MP5 Paperino, chiamata così per rispondere alla vettura dell’epoca Fiat Topolino. Era un prototipo che non è mai stato commercializzato e vedeva la presenza di un tunnel bombato molto ingombrante, che rendeva inevitabilmente goffa la seduta: nona caso l’MP5 Paperino era stato soprannominato “brutto anatroccolo”.
La Vespa di Corradino d’Ascanio
L’azienda Piaggio decise di affidare il progetto per la realizzazione di una motocicletta davvero innovativa a Corradino d’Ascanio, un progettistica che all’epoca era esperto di aeronautica e non certo di comuni mezzi di trasporto. L’uomo anzi pare che odiasse le motociclette e amasse piuttosto gli elicotteri, ma, con l’aiuto del designer Mario d’Este, si impegnò a realizzare davvero qualcosa di nuovo, am nello stesso tempo comodo: niente scocca ingombrante quindi, niente tunnel centrale o struttura tubolare.
Corradino d’Ascanio ricorse a tutte le sue conoscenze in materia di aeronautica e progettò così la Vespa, partendo dalla sospensione anteriore, per la quale trovò ispirazione dai carrelli degli aerei, così come partì concettualmente dai motorini accensione utilizzati nell’aereonautica per dotare il ciclomotore di un motore ad hoc.
Il progettista posizionò il cambio sul manubrio in modo da rendere la guida molto più facile e pratica e, per evitare che le eventuali perdite d’olio macchiassero gli indumenti del guidatore, coprì totalmente il motore con un telaio, in ogni caso molto meno poderoso rispetto a quello del prototipo dell’MP5 Paperino.
Le strade dell’Italia del dopoguerra non erano asfaltate come quelle odierne, al netto di qualche buca, ma si presentavano molto più dissestate e in grandi tratti erano solo sterrati. Per questo motivo era fondamentale che la Vespa avesse una ruota di scorta: per lo stesso motivo la seduta fu progettata immaginando il guidatore quasi come se fosse seduto su una poltroncina, quindi resa il più comoda possibile.
Nasce così la Vespa, simbolo a due ruote italiano, il cui brevetto fu depositato lo stesso anno, il 23 aprile.
La Vespa e il mondo della moda e dell’arte
Il primo esemplare di Vespa che uscì dallo stabilimento di Pontedera fu il modello 98 cc e solo nel primo anno furono prodotti 1000 motorini. Con l’introduzione della Vespa 125 la produzione si quadruplicò e, in appena 10 anni, le vendite di questa icona della Piaggio sfioro il milione.
Ci si chiede perchè la Vespa è stata chiamata così: all’inizio si pensava erroneamente che fosse l’acronimo di “Veicoli Economici Società Per Azioni”, perché in effetti la Vespa si presenta come mezzo di trasporto per il popolo, peraltro poco costoso. Ma in realtà il nome Vespa è legato all’esclamazione che lo stesso Enrico Piaggio fece davanti al motorino progettato da Corradino d’Ascanio, per via della forma e del rumore del suo motore che ricordava proprio quello dell’insetto vespa.
Il successo della Vespa Piaggio si afferma anche per il connubio con alcuni brand della moda che hanno contraddistinto la sua storia. Emporio Armani, Dolce & Gabbana, Christian Dior, Givency, Vivienne Westwood e Vogue sono solo alcuni dei marchi di lusso che, in un certo modo, hanno apposto la oro firma e il loro stile.
Come non ricordare la Vespa Dalì che, nel 1962, fu decorata e firmata dall’artista e dalla sua musa, la moglie Gala. Oggi questo esclusivo modello è esposto nel Museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli”, sito nella vecchia fabbrica Piaggio a Pontedera.
“Vespa World Days” per la celebrazione del simbolo a due ruote italiano
Oggi non è raro, soprattutto in primavera e in estate, incontrare per strada lunghi torpedoni di appassionati vespisti che scorrazzano per le strade, colorati e rumorosi tra la gente divertita.
Il primo raduno si tenne addirittura a Parigi nel 1954 anche se solo nel 2007, a San Marino, si diede a questa reunion la denominazione, attualmente mantenuta, di “Vespa World Days”. Nell’anno 2024 l’edizione si terrà dove tutto è iniziato, a Pontedera, celebrando nello stesso tempo i 100 anni dall’apertura dello stabilimento Piaggio in loco e i 140 dalla stessa fondazione della Piaggio.
Durante il raduno di aprile verrà allestito il Vespa Village, dove si terranno il Concorso di Eleganza e l’assegnazione del Verspa Trophy, che premierà coloro che raggiungeranno Pontedera in Vespa con tanto di timbri di passaggio presso i check-point presenti lungo il tragitto. Durante il raduno non mancheranno ovviamente la sfilata per le vie di Pontedera ed escursioni tra le attrazioni turistiche della zona.